familiare con demenza

Alla Sera con un Familiare con Demenza: Quando le Parole Non Bastano

Un Viaggio Emotivo Con La Demenza

Nel giro di due anni con mia mamma che ha iniziato ad avere segni lievi di demenza, con un disturbo cognitivo lieve nel 2022, sono cambiate molte cose. Oggi ci sono momenti in cui farsi capire o comprenderla con le parole non è possibile.
Ho notato che il primo freddo o il primo caldo possono influenzare maggiormente la situazione di un familiare con demenza. La scorsa estate qualcosa è peggiorato con il caldo. Il suo livello di comunicazione non è ritornato normale o almeno come prima dell’estate.

Mia mamma ha 81 anni, quasi 82, questo prossimo Febbraio. 
È sempre stata bene fisicamente negli ultimi quattro anni. Nonostante, come tutti gli anziani, soffra il freddo anche con temperature intorno ai 18/20 gradi Celsius.

In effetti capire cosa provi quando comunica poco e ha difficoltà ad esprimersi non è facile. Sarà solo freddo, un reumatismo, un mal di testa?

Non vivo a casa con lei, quindi la sera e la mattina la chiamo o faccio videochiamate con Alexa video.

È difficile esserci a distanza, perché tutto sembra amplificato o nulla ha senso. A volte mi sembra che non mi risponda perché non mi capisce o non mi sente bene, chi lo sa. Altre volte mi sembra assorta nel suo mondo, un mondo inconscio tutto suo, dove le parole non servono.

Quando sono a casa, anche se non riesce a finire una frase o non trova la parola giusta, la abbraccio. A volte restiamo sedute sul divano e la abbraccio, perché è così piccola e mi sembra indifesa, come un bambino.

Difatti, come i bambini, a volte si lascia abbracciare se è stanca, e non so che significato abbia per lei il mio abbraccio.
Altre volte se ne va via, proprio come fanno i bimbi, intrattenendosi in qualche attività, spesso nascondendo o muovendo qualcosa da un posto all’altro, in un luogo dove poi non lo troveremo mai.

Courtesy of Rod Long

Routine Ricorrenti dopo cena quando la comunicazione manca

Ad esempio, la sera, dopo cena, non segue la televisione né le nostre conversazioni. E ancora il tema del dialogo è scartato in quanto troppo difficile.

Se ha uno strofinaccio da cucina, pulisce il tavolo, altrimenti, se trova qualcosa da smontare, come una penna, la smonta. Altre volte con un tovagliolo inizia a piegarlo e spiegarlo come se dovesse stirarlo altre volte lo taglia in pezzi perfettamente equivalenti. Mi ricorda quando cuciva che tagliava con le forbici e la squadretta i cartamodelli per qualche sua creazione.

Tipicamente dopo cena se nel bicchiere c’è acqua lo cerca di rovesciare nel tavolo oppure se ha qualcosa altro da buttarci dentro ce lo butta.

Se invece la fai arrabbiare come e capitato questa sera cerca di buttarti l’acqua addosso.

Ad esempio, per questo episodio particolarmente, ho cercato delle risorse online per capire se alcuni di questi comportamenti fossero comuni ad altre persone con demenza o cercare di darmi una spiegazione che forse in realtà non c’è.
Nel complesso, non ho trovato nulla, però, spero che queste poche indicazioni possano aiutare qualcuno che cerca ulteriori spunti od un confronto.

Altre cose tipiche che la rilassano la sera sono ascoltare una preghiera oppure fare un rosario. È cosi difficile capire cosa le dia sollievo, ho pensato anche all’acquisto di alcuni giocattoli proprio perché muove sempre le mani. Ho trovato delle società che costruiscono dei giocattoli proprio per persone con demenza.
Proverò qualcosa e condividerò qui l’esperienza.

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